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venerdì 10 aprile 2015

Brigadeiros

Volevo preparare qualcosa di sfizioso per Pasqua, ma non i soliti dolci del periodo, vedi pastiera & co. Allora mi viene in aiuto la mitica Araba Felice con uno dei suoi ultimi post, dove propone questi dolcetti cioccolatosi che rispondono al nome di Brigadeiros. Sono sempre curiosa riguardo alle origini di una ricetta, e spulcio online: si tratta di una ricetta brasiliana, e si dice che sia stata inventata nel 1945 in onore del "Brigadeiro" Eduardo Gomes, un famoso politico brasiliano che si era candidato alle elezioni: le sue sostenitrici offrivano questi dolcetti durante la campagna elettorale... il "Brigadeiro" non è stato eletto presidente, ma il "brigadeiro" è diventato il dolcetto più famoso del paese!

Veniamo agli ingredienti. Niente di più facile, visto che abbiamo bisogno solo di:

- 1 lattina di latte condensato zuccherato (397 gr)
- 2 cucchiai di cacao amaro (20 gr)
- 30 gr di burro
Io ho aggiunto anche un cucchiaio di latte

Procedimento:

Mettere il latte condensato, il cacao setacciato ed il burro in una pentola antiaderente con fondo spesso (io ho una pentola rivestita di ceramica che è perfetta!). Far cuocere a fuoco medio/basso mescolando continuamente, fino a quando il composto comincia a rapprendersi ed a staccarsi dal fondo. Mi raccomando, a questo punto bisogna spegnere subito il fuoco: io ho impiegato circa 15 minuti, ma alcune ricette indicano 20 minuti o anche mezz'ora. La prima volta, infatti, sono stata a mescolare per mezz'ora, ma alla fine ho avuto un composto gommoso perché l'avevo cotto troppo. Eh vabbè, sbagliando si impara, ho ricominciato e la volta dopo è andato tutto liscio.

Versare il composto su un un piatto imburrato e lasciar raffreddare per una ventina di minuti. Con le mani leggermente imburrate, formare delle piccole palline (io le ho pesate per far sì che fossero tutte uguali) e rotolarle in codette di cioccolato, cocco grattugiato, mompariglia colorata, nocciole tritate, insomma, quello che avete a disposizione. Con questa dose io ho preparato circa 25 dolcetti. Massimo risultato e minimo sforzo! 

La Furbissima, solita amante del cioccolato, ovviamente ha gradito molto... bè, devo dire che sono proprio buonissimi, anche grazie ad un leggero retrogusto di caramello che per me non guasta mai. Si conservano in frigo per una settimana, ma a temperatura ambiente si gustano meglio, quindi tirateli fuori un po' prima.




venerdì 17 ottobre 2014

Chocolate banana muffin per gli Angeli del fango

In questo post, oltre ad una buonissima ricetta, ci sarà un punto di vista personale sulla situazione che stiamo vivendo qui a Genova.

Prima le cose liete: lunedì sera accedo a Facebook e mi casca l'occhio su un post del gruppo di appassionate di torte a cui sono iscritta, Love is cake design di Genova. La missione era portare i nostri dolci per la città, per rifocillare i negozianti colpiti ed i ragazzi che stavano ripulendola dal fango. Benché fossero ormai le 23 passate, chissenefrega ho pensato! Era un'idea fantastica! Così mi metto al lavoro per preparare questi muffin banane&cioccolato: ci voleva qualcosa di decisamente nutriente, e la ricetta della Nigella (sempre lei, in questo periodo è il mio guru) era l'ideale. Vediamola:

Ingredienti (per 12 muffin)
3 banane molto mature
125 gr olio di semi (io uso sempre l'olio di arachidi)
2 uova grandi
100 gr zucchero scuro (brown sugar)
225 gr farina 00
3 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaino di bicarbonato

Procedimento:
Preriscaldare il forno a 200° ed inserire i pirottini da muffin nell'apposita teglia.
Schiacciare bene le banane con una forchetta fino a ridurle ad una crema. Versare l'olio e nel frattempo sbattere il composto con un mixer elettrico. Continuare aggiungendo le uova e lo zucchero.
Setacciare insieme farina, cacao e bicarbonato ed aggiungerli al composto di banane, questa volta con una frusta A MANO, finché il tutto è appena amalgamato insieme.
Versare a cucchiaiate nei pirottini e cuocere nel forno per 15-20 minuti. Io di solito impiego 18 minuti.

Commenti:
Questi muffin sono ottimi  e sostanziosi, perfetti per la colazione. Consiglio però di aggiungere qualcosa in più per esaltarne il sapore: 1 cucchiaino di essenza di vaniglia, 2 cucchiai di gocce di cioccolato (anche bianche), una spolverata di cannella, 1 cucchiaio di dulce de leche, insomma quello che più vi piace. Gocce di fondente e bianco, oppure vaniglia e cannella, o dulce de leche e gocce... lasciate andare la golosità!

Ecco i muffin nei pirottini gialli: non ricordano tanti girasoli?


L'iniziativa è stata un successo, molte ragazze del gruppo hanno girato per tutto il pomeriggio, donando una pausa dolce a tutti coloro che stavano lavorando. Come ha scritto Anna, si può aiutare mettendo mano ai propri talenti, restando se stesse... e noi siamo "tortare"! Brave ragazze!

E' stato solo un piccolo contributo, ma abbiamo voluto essere vicino a tutti quei volontari che per giorni hanno spalato e liberato le strade dai detriti. Martedì è passato in visita un amico dagli USA, che è rimasto impressionato dai tanti ragazzi presenti e mi ha detto che, se la stessa cosa dovesse succedere a Houston dove abita, i giovani non farebbero altro che aspettare gli aiuti dal governo e non muoverebbero un dito. Vi copio il suo commento su Facebook:
Yesterday, I did my final walk across Genova. I walked from Principe to Brignole. While waiting for Sonia, who works in the worst part of the destruction of the flooding, I couldn't help but notice the amount of youths helping clean the city. I though to myself, if this happened in Houston, would the youth help in the clean-up or would the people of Houston scream for the federal government to help them out? There was no government help here. The people got together and cleaned their own city. Bellissimo Genova...well done.

Io e la mia famiglia abbiamo anche donato 3 sacchi pieni di abiti, (anche la Furbissima mi ha dato alcuni giocattoli e peluche), direttamente ad una famiglia di Montoggio, la cui casa è stata letteralmente invasa dall'acqua.

Ma... tutto questo ci porta a monte, all'acqua che ha invaso strade, negozi, cantine e ha ridotto tutto il centro ad una distesa di fango. Il mio posto di lavoro è in piena zona alluvionata e ci è andata bene perché, dalla porta a piano strada, si accede agli uffici al piano ammezzato tramite una scala. L'acqua è filtrata nell'ingresso e nella cantina per circa 1 metro, ma la porta di vetro ha retto. Tutto intorno a noi, invece, è la desolazione totale. Il bilancio iniziale conta 2500 imprese distrutte, 6000 posti di lavoro a rischio e 200 milioni di euro di danni.

Quante volte ancora dovrà succedere? La prima alluvione risale al 1970, dunque sono passati 44 anni. Poi di nuovo nel 1993, in modo meno grave per fortuna. E ancora 3 anni fa.
Sappiamo della conformazione morfologica particolare del territorio ligure, e di essere davanti ad una calamità naturale straordinaria. Ma non posso che soffermarmi su diversi punti:

 - Gli abusi edilizi e la cementificazione iniziati negli anni '60 e portati avanti allegramente dalla politica locale, che hanno sconvolto l'assetto idrogeologico della città.
- Le giunte comunali e regionali che sono state buone buone e non hanno preteso i finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio. I 35 milioni stanziati, bloccati dal TAR, guarda caso sono spuntati come per magia solo dopo l'ennesima tragedia.
- Il senso di abbandono del cittadino da parte delle istituzioni. Genova è una tra le città con il costo della vita più caro d'Italia, con le imposte comunali più alte, con i parcheggi più salati. Per avere cosa in cambio? 
- Incompetenza di chi dovrebbe monitorare la situazione meteo: cosa veniva riportato dall'Arpal alle 21:20 di giovedì 9? Situazione in miglioramento! (l'ho visto al tg regionale). Ma come è possibile?
- Il massimo dell'assurdo sono stati premi di produzione intascati da alcuni dirigenti comunali per i risultati conseguiti per la messa in sicurezza del territorio. Sembra assurdo ma è così.

Non sono una grande fan di Crozza, ma una frase del suo "DiMartedì - La copertina di Crozza" mi ha colpito: "un paese di gente seduta sulla poltrona che guarda gente in ginocchio".

E' ora di smetterla!

E' prevista una manifestazione per MARTEDI 21 OTTOBRE alle 13, organizzata dal movimento #OraBasta, che partirà da Piazza De Ferrari per arrivare a Palazzo Tursi. Lì una delegazione presenterà un documento che avanzerà le richieste di dimissioni della giunta e varie proposte. E ci andrò, perché è davvero il momento di dire ORA BASTA!!

giovedì 4 settembre 2014

Magic cake ovvero... la torta magica!

Qualche giorno anche il NonnoPerfetto ha compiuto gli anni! Per l'occasione, visto che a lui piacciono le torte morbide e cremose, ho provato la MAGIC CAKE. E' una torta in cui mi sono imbattuta per caso sul web, tradotta su un blog italiano. La prima volta che ho provato a farla il risultato non è stato soddisfacente; quindi sono andata direttamente alla fonte, vale a dire il sito Jocooks, anche se potete trovare questa ricetta dappertutto (basta digitare "magic cake" su google e voilà). E con questa versione no problem! E' venuta perfetta!

Ma perchè si chiama Magic Cake? Perchè con un solo impasto otteniamo 3 strati diversi: il fondo è un budino solido, il centro una crema, e la parte superiore una torta soffice. E inevitabilmente vi diranno: "Ma come hai fatto a lasciare morbida la crema? Ci hai messo dopo la torta sopra? Chissà quanto tempo ci hai messo...". Ma il mio motto è "massimo risultato minimo sforzo", e questa torta ne è l'esempio. Eccola!



Ingredienti:
4 uova a temperatura ambiente
115 gr zucchero
125 gr burro sciolto
115 gr farina 00
500 ml latte intero tiepido
2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Procedimento:
Preriscaldare il forno a 160°. Imburrare una teglia 20x20 (io ho ho usato una teglia ovale più o meno equivalente).
Separare gli albumi dai tuorli e metterli da parte. Sbattere i tuorli con lo zucchero per qualche minuto (io prima li mescolo per non far schizzare lo zucchero) fino a quando non diventano chiari. Aggiungere il burro sciolto e l'estratto di vaniglia e continuare a sbattere per altri 2 minuti. A questo punto unire con una frusta a mano la farina setacciata fino a quando non è incorporata.

Lentamente, aggiungere il latte tiepido, mescolando sempre con la frusta a mano. A questo punto, montare a neve gli albumi con un pizzico di sale fino a quando, capovolgendo la ciotola, il contenuto resta al suo posto e non si rovescia. Molte ricette dicono di montare gli albumi subito e poi di metterli da parte, ma se gli albumi restano lì a riposare c'è il rischio che un po' si smontino. E' molto più sicuro farlo alla fine! E ancora, alcune ricette dicono di aggiungere gli albumi montati al resto dell'impasto con una spatola. Dato che il mix di latte e uova è molto liquido, si rischia di starci una vita con la spatola: è molto più comodo aggiungere gli albumi con la stessa frusta a mano, sempre dal basso verso l'alto. Pochi minuti ed è fatta. Questo è il composto una volta versato nella teglia: vedete che la consistenza è soffice e schiumosa:



Versare nella teglia ed infornare nella parte centrale del forno, da 40 a 60 minuti, fino a quando la parte superiore sarà bella dorata (la ricetta che avevo consultato io diceva tassativamente 1 ora o anche più!). Stavolta l'ho fatta cuocere 50 minuti, ma sarebbero andati bene anche 40 (meno tempo cuoce, più crema all'interno si forma). Remember, ogni forno è diverso...

Lasciar raffreddare completamente a temperatura ambiente e poi conservare in frigo. Prima di servirla, toglierla dal frigo una ventina di minuti prima e spolverizzare, se si vuole, con zucchero a velo. Successo assicurato!


lunedì 25 agosto 2014

Key lime pie

Ho preparato questo dolce per il compleanno della NonnaPerfetta (o come dice la Furbissima, la NonnaPrecisina ahaahh!); di regola è piuttosto golosa, ma mi ha chiesto "qualcosa di semplice", se possibile "non una torta di quelle decorate", "ma leggera, eh!".

Quindi, soppesati tutti i suggerimenti, ho optato per qualcosa di fresco ed estivo, sullo stile della Cheesecake senza cottura dello scorso anno: la Key lime pie! Che cos'è?? E' una pie, ovvero una torta con ripieno morbido e base sottile e croccante. Del resto, dopo aver provato la Apple Pie e la Pecan Pie, sono ormai entrata nel magico mondo delle pie e ne voglio provare il più possibile. Questa è una pie a base di lime: precisamente è stata inventata nelle isole Keys in Florida, da cui il nome. Vabbé, il mio lime non proviene da Key West ma dal mercato ortofrutticolo, il risultato non sarà proprio uguale ma ci provo...

Ve la consiglio se vi piacciono i sapori un po' asprigni e non troppo dolci; se siete amanti degli agrumi, è il dolce perfetto.

Per arrivare alla mia ricetta, ne ho mixate due: una dal sito Un'americana in cucina, (che per me è una vera e propria Bibbia!) e l'altra dal sito Food della BBC, perchè ha qualche suggerimento in più. Quindi eccoci:

Ingredienti (per una tortiera di 23 cm)
Per la base:
170 gr biscotti tipo Digestive
80 gr burro fuso
30 gr zucchero superfine (tipo Zefiro)

Per il ripieno:
4 tuorli d'uovo (da uova medie o grandi)
la scorza grattugiata di 2 lime
1 lattina di latte condensato zuccherato
100 gr succo di lime (a me sono serviti circa 6 lime)

Per la guarnizione di meringa:
4 albumi
2 cucchiai di zucchero superfine
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di cremor tartaro

Preparazione:

Scaldare il forno a 190°.  Foderare una tortiera con carta da forno. Tritare i biscotti nel mixer, poi mescolarli insieme al burro fuso e zucchero. Rivestire la tortiera con il composto ottenuto, aiutandosi con un cucchiaio, sul fondo e sul lato. Infornare la base per 10 minuti, toglierla e farla raffreddare, e poi abbassare il forno a 160°.

Per il ripieno: sbattere i tuorli con lo sbattitore elettrico fino a renderli pallidi e soffici (circa 3/4 minuti). Separatamente, mescolare insieme il latte condensato e il succo + scorza di lime. Poi unire alle uova sempre sbattendo fino a raggiungere un composto soffice e cremoso. Versare il ripieno nella base e cuocere per 10 minuti. Abbassare poi il forno a 160°.

Ecco la torta pronta per il forno! L'ho preparata in campagna, e l'unica tortiera di 23cm era questa col bordo alto. Ho ovviato con la carta forno...




Mentre la base cuoce, prepariamo la meringa. Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale, e quando la meringa è già un po' consistente, aggiungere gradatamente lo zucchero e il cremor tartaro. La meringa è pronta quando, capovolgendo la terrina, il contenuto resta al suo posto.
Stendere la meringa in cima alla torta appena tirata fuori dal forno, ricoprendo tutta la superficie. Rimettere in forno e cuocere per altri 10 minuti. Fatela poi dorare sotto il grill per qualche minuto. Ecco il mio risultato:



Lasciar raffreddare la torta a temperatura ambiente. Riporla poi in frigo prima di servirla. A dire la verità, i nonni non hanno neanche aspettato il frigo e se la sono mangiata così! Ma fredda è molto più buona, anche il giorno dopo.



martedì 29 aprile 2014

Pecan pie (torta alle noci Pecan)

Ho assaggiato la Pecan pie per la prima volta a Milano, durante la fiera del Turismo. Vicino alla nostra area c'era uno stand gastronomico americano, dove campeggiavano cheesecake, muffin e appunto questa torta. Ne avevo sentito parlare e allora mi sono detta "quale occasione migliore?". Bè, il commento è solo uno, DIVINA! Mi sono ripromessa di prepararla e nel weekend ce l'ho fatta. L'occasione è stata una giornata al mare a Celle dal mio amico Giulio, che bazzica spesso negli States e conosce benissimo questa torta. Ottimo, così il giudice sarebbe stato competente!

Tra l'altro, chiamarla torta è un po' impreciso... si tratta di PIE, ovvero una base di pasta frolla (ma diversa dalla nostra) che si chiama pie dough, con un ripieno morbido che cuoce insieme alla pasta: abbiamo per esempio l'apple pie, oppure la pumpkin pie, che vorrei fare il prossimo autunno.

Ho trovato queste noci in drogheria: sono i frutti del Pecan, albero originario dell'America settentrionale, molto simili appunto alle nostre noci. Sono gustosissime e ahimé molto caloriche, lo sappiamo...

Per la ricetta, ho setacciato il web in lungo e in largo trovando di tutto. Alla fine ho messo a confronto 4 ricette che si assomigliavano molto e ho tratto la mia versione. Direi che è molto fedele all'originale, impiegando lo sciroppo di mais (corn syrup) e lo zucchero scuro (brown sugar). Ok, non sono ingredienti semplicissimi da trovare, ma in una drogheria ben fornita non dovreste avere problemi. Oppure potete andare in un negozio della catena Naturasì.

Ingredienti: tortiera di 24 cm di diametro
Per la frolla: (pie dough)
170 gr farina 00
1/4 cucchiaino di sale
113 gr burro freddo a pezzettini
1 cucchiaio di zucchero (16 gr)
1 pizzico di lievito
50ml di acqua molto fredda

Per il ripieno:
150 gr noci Pecan
90 gr zucchero scuro
190 gr sciroppo di mais
50 gr burro sciolto
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale
3 uova grandi
1 cucchiaio di rum (facoltativo)

Spezzettare grossolanamente le noci e tostarle per qualche minuto in una padella antiaderente: non omettere questo passaggio, perché la tostatura esalta il gusto delle noci.

Versare farina, sale, lievito e zucchero nel robot da cucina e dare una prima frullata per mescolarli. Aggiungere poi i cubetti di burro ed azionare per circa 30 secondi, il tempo perché il tutto assomigli ad una sabbia granulosa. Aggiungere l'acqua a filo, sempre con le lame in funzione, per circa 20-30 secondi: la nostra pasta è pronta appena si raccoglie tutta insieme. Lavorarla brevemente a mano con la punta delle dita, per non scaldarla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo per un'ora. 



Trascorsa l'ora, stendere la pasta tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 3mm (io mi aiuto sempre con gli anelli regolatori). La carta forno evita l'aggiunta di farina che comprometterebbe la consistenza della pasta. Mettere il disco di pasta nella tortiera, bucherellare il fondo con la forchetta e rimettere in frigo.



Ora passiamo al ripieno: in una ciotola, mescolare semplicemente insieme tutti gli ingredienti. Aggiungere le noci alla fine. Togliere la tortiera dal frigo, versare il ripieno ed infornare a 180° per 45-50 minuti nel forno preriscaldato. 



Tutti dicono di stare attenti ai bordi se dovessero scurirsi troppo; a me non capita mai, comunque, in caso, bisogna coprirli con l'alluminio. Non tenete la torta nel forno per più tempo, il ripieno si addensa durante il raffreddamento. Una volta tolta dal forno, mettete sempre la tortiera su una gratella, in modo che il fondo si asciughi uniformemente.
Eccola qui:



Il giorno dopo l'ho portata da Giulio, aiutato da Sabrina e da me: 3 fette a pranzo, 2 fette al pomeriggio, un bel po' tenuta da lui per l'indomani ahah! Direi che ha avuto successo.... quella rimasta è stata divisa tra gli ziiFashion e i NonniSantiSubito, e mi hanno detto che è una delle torte più buone che io abbia mai fatto. Evvai!





giovedì 19 dicembre 2013

Mousse al cioccolato di Nigella

Le feste si avvicinano!! Già ho perso un weekend che potevo dedicare alla decorazione grazie a simpatiche placche in gola con febbre e zero energia. Ma soprattutto sabato ho la festa di compleanno della Furbissima, con una torta che mi impegnerà parecchio. Ieri ho già iniziato... non dico nulla, vedrete la sorpresa. Non ho idea di quando riuscirò a finirla, mi sa che venerdì farò nottata.
Nel frattempo,  gli eventi social si avvicendano e oggi infatti ho la festa in ufficio (vabbè festa... diciamo un'oretta passata in piedi a salutare gente col bicchiere in mano), e subito dopo l'incontro con le ragazze del gruppo Love is cake design di Genova e dintorni!

Questo sarà sicuramente un apericena molto più divertente, dove ognuno porta qualcosa per contribuire al buffet. Dato che il mio motto è massima resa minimo sforzo, ho trovato una ricetta perfetta per l'occasione, una mousse al cioccolato che si fa davvero in pochissimo tempo e dal risultato fantastico! (almeno dal piccolo assaggio che ho fatto eheh).

L'ideatrice è la famosa Nigella Lawson, autrice di libri e conduttrice di programmi tv. Questa mousse è davvero veloce da preparare, non c'è cottura, niente zucchero e niente uova!

Mousse al cioccolato di Nigella (Instant Chocolate Mousse)
Ingredienti:
150 gr marshmallow
 60 ml acqua 
250 gr cioccolato fondente
  50 gr burro
284ml panna da montare 
1 cucchiaino estratto di vaniglia

Nota sulla panna: da buona inglese, lei usa la double cream che da noi non esiste... o magari esiste ma in negozi super-specializzati. E' una panna con circa il 50% di grassi, mentre la nostra ne ha il 35% circa. Capito perchè tutti quelli che vanno in UK mettono su chili???

Il suo procedimento prevede lo scioglimento a fuoco basso di marshmallow, acqua, cioccolato e burro. Ma io, che ben conosco il marshmallow dai tempi in cui preparavo il marshmallow fondant, ho cambiato e diciamo semplificato il tutto. I marshmallow impiegano più tempo per sciogliersi, quindi è meglio metterli prima da soli, e dopo unire burro e cioccolato che si fondono più in fretta. 

Mettere i marshmallow in una terrina con l'acqua e farli sciogliere al microonde a 500W di potenza (1 minuto, poi mescolare, poi 1 altro minuto, poi rimescolare). Non devono essere completamente sciolti:

Unire il cioccolato a pezzetti ed il burro, e rimettere nel microonde a sciogliere, sempre a 500W poco per volta: mescolare, rimettere, rimescolare finchè tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati:



Far raffreddare. Montare la panna ben soda con l'estratto di vaniglia, ed unire al composto dal basso verso l'alto per non farla smontare. FINITO!



La dose è per 6 coppette. Io ho diviso in 12 perchè comunque al buffet ci saranno tante altre cosette, non di tratta di un fine pasto. Si possono decorare come volete: granella di nocciole, panna, biscottini... io ho grattugiato del cioccolato bianco e ho messo anche due biscotti al cioccolato. Vi saprò dire se è stata apprezzata, in fondo mi fanno tutte da cavie!



lunedì 9 dicembre 2013

Brownies alle noci

E' iniziato il periodo più incasinato dell'anno, per quanto mi riguarda. Ogni primo dicembre mi viene male a pensare al resto del mese! Non fraintendiamoci, io adoro il Natale, le feste, ecc. Ma:
- le ore al lavoro sono aumentate. E per quanto apprezzi ovviamente la cosa, arrivo a sera che mi si chiudono gli occhi quasi prima della Furbissima, anche perchè esco alle 07:50 e rientro alle 19:00... la tv non so quasi più cosa sia...
- i weekend sono sempre pieni, tra il corso che ho tenuto sabato ad Albenga (altro post che devo scrivere!), amici da vedere il prossimo, la festa di compleanno della Furbissima il 21...
- e mettiamoci anche la festa in ufficio, la recita a scuola, qualche compera per i (pochi) regali da fare, una caterva di biscotti da decorare (quando??? mah), i lavori di casa perchè non è che si pulisce e mette in ordine da sola, l'aiuto alla NonnaPerfetta per il pranzo di Natale, ecc. L'unica consolazione è che di certo non mi annoio!

E appunto sono indietrissimo anche col blog! Questa ricetta si riferisce ad una piccola rimpatriata che abbiamo fatto a fine novembre a casa del mio amico Giulio, che è tornato da poco dagli USA. E proprio in onore degli States ho voluto preparare i brownies! Continuo così a saccheggiare i miei librini con la calamita: dopo Cupcakes e Biscotti, ecco il volumetto "Brownies":



I brownies sono dei dolcetti a base di cioccolato, una via di mezzo tra una torta ed un biscotto: sono soffici e morbidi all'interno, ma con una crosticina croccante sopra. Essendo belli sostanziosi, si offrono a quadrotti, accompagnati da gelato o panna montata. Questa è la versione con le noci.

Ingredienti
150 gr farina 00
1 cucchiaino di lievito
30 gr cacao in polvere non zuccherato
120 gr burro a dadini
250 gr cioccolato fondente spezzettato
250 gr zucchero
3 uova
120 gr noci tritate grossolanamente
1/4 cucchiaino di sale

Preparazione:
Foderare uno stampo quadrato di 23cm di lato con carta da forno, lasciando sbordare di 5cm sui lati. Setacciare farina, lievito, cacao e sale in una terrina. Far sciogliere a bagnomaria (o col microonde come faccio io!) burro e cioccolato. Incorporare poi, a mano o con la velocità più bassa dell'impastatrice, lo zucchero e le uova una per volta; mescolare bene. Aggiungere il mix di farina, sempre mescolando, ed infine le noci. Versare l'impasto nello stampo e livellare la superficie. Ecco la teglia pronta per il forno:


Infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 35-40 minuti finchè, facendo la prova-stecchino, questo non esce con qualche briciola attaccata.

Lasciare intiepidire il dolce nello stampo per 30 minuti; poi, aiutandosi con la carta, sformarlo e farlo raffreddare su una gratella. Tagliarlo in 16 quadrotti e servire!




Oltre ai brownies, ho preparato di nuovo i Banoffee cupcakes seguendo tutta la ricetta originale. Data la serata dalla temperatura decisamente rigida, un tuffo così in questo comfort food ci voleva proprio!



giovedì 26 settembre 2013

Torta al cioccolato di Lucia

Quest'estate ho fatto molto spesso la pendolare città/campagna.... e uno di quei giorni vengo informata dalla zia SantaSubito che nel pomeriggio ci sarebbe stata una gara di torte nel club del paese. Aiuto!! Il preavviso di poche ore e la mancanza di ingredienti/attrezzatura non mi permetteva di sfornare alcunché. Ma forse è stato meglio così, perchè mi hanno chiesto di far parte della giuria che avrebbe assaggiato e votato le torte.

Mi ritrovo insieme ad altre persone con piatto, forchetta e acqua a disposizione, carta e penna ed un sfilza di 16 torte da assaggiare. Mi sentivo molto Buddy Valastro Cake boss, quando assaggia i dolci dei concorrenti di "Next great baker"! (il reality che in italiano hanno tradotto con "Il bosse delle torte: la sfida"). Non stiamo parlando di torta decorate con pasta di zucchero, ma torte tipo paradiso farcite, o crostate ecc. 

Alcune sono abbastanza immangiabili (troppo lievito, signore, troppo lievito!), altre molto buone (per esempio una crostata con un'ottima frolla). Ci sono anche due torte le cui proprietarie hanno "barato bassamente", per dirla alla Fantozzi, utilizzando i dischi di pan di spagna già pronti del supermercato. Ma pensate che io non me accorga?? Eh no, questo non si fa e vi beccate un bel 4!
Verso la fine del giro assaggio una torta al cioccolato dall'aspetto molto semplice. Al primo boccone tra poco svengo!! Notare che io non sono una patita di cioccolato, ma quella torta era perfetta, morbida, profumata, si scioglieva in bocca. Dò un bel 9.

Alla fine dei conteggi ha vinto una torta classica, stile pan di spagna imbevuto con crema (insomma...), ma la mia preferita è arrivata seconda! E ovviamente ho tampinato talmente la signora Lucia che l'aveva preparata, che alla fine mi ha regalato la ricetta.
Il mio consiglio è di proporla al pomeriggio come merenda; è decisamente sostanziosa e forse non troppo adatta ad un fine pasto. Oddio, la prima volta che l'ho preparata è stata proprio in occasione di un dopo-cena, e due golosi hanno fatto anche il bis!

Ingredienti:
200 gr cioccolato fondente
4 uova
100 gr zucchero
150 gr burro
50 gr farina
1 cucchiaino estratto di vaniglia

Preparazione:
Separare i rossi d'uovo dai bianchi. Sbattere i rossi con lo zucchero fino a che non saranno molto montati.
Nel frattempo sciogliere il cioccolato ed il burro a bagnomaria (o nel microonde come faccio io e fate prima) ed unirli al composto di uova+zucchero.
Unire la farina, a mano.
In ultimo, montare i bianchi a neve fermissima ed incorporarli delicatamente al composto, dal basso verso l'alto per non farli smontare. 
Ecco il composto nella teglia:




Cuocere a 180° - il tempo dipende dalle dimensioni della teglia. Qui nella foto ho usato una teglia da 15cm, per avere una torta più alta. Se invece volete una torta più bassa, va bene uno stampo da 18-20cm. Fate sempre la prova stecchino al centro della torta per vedere se è pronta. Eccola qui:


E questa è una fetta accompagnata da una pallina di gelato alla crema. Abbinamento super!



giovedì 29 agosto 2013

Cheesecake con fragole

Il giorno di Ferragosto la NonnaPerfetta ha compiuto gli anni, e ovviamente ero l'incaricata della sua torta di compleanno. Mi è stato chiesto qualcosa di originale, possibilmente con poco burro, e semplice da fare perchè, trovandomi in campagna, l'attrezzatura era piuttosto basic. Viste le premesse, ho pensato che l'unica che potesse aiutarmi fosse la mitica Arabafelice! E infatti ho trovato la ricetta di un cheesecake senza cottura davvero favolosa.
... ma non sapete chi è l'Arabafelice?? Allora correte a visitare il suo blog  http://www.arabafeliceincucina.blogspot.it/ e troverete ricette per tutti i gusti e racconti di vita che vale sempre la pena leggere, vedrete!

Veniamo alla ricetta, io la riporto fedelmente con le mie note:


500 g di formaggio Philadelphia 
             - va bene sia quello normale che la versione light. Ricordatevi di asciugare il panetto perchè a volte c'è del liquido in fondo
70 ml di succo di limone, appena spremuto
un barattolo di latte condensato zuccherato da 397 g
7 g di gelatina in fogli
              - corrisponde a 3 fogli e mezzo della gelatina Pane degli Angeli
125 g di biscotti Digestive
             - e valli a trovare i biscotti Digestive nei supermercati di campagna! Alla fine ho optato per biscotti ai cereali che hanno svolto egregiamente il loro compito, solo ho abbondato con 150gr
60 g di burro
lamponi o fragole, per decorare e per il coulis
             - io adoro le fragole quindi ho scelto quelle

Per la base: ridurre i biscotti in polvere nel mixer, amalgamarli al burro fuso e pressare il composto ottenuto con le mani sulla base di una teglia con cerniera rimovibile del diametro di 20-22 cm (io l'ho trovata da Ikea). Mettere la teglia in frigo per mezz'ora.
Intanto ammollare la gelatina in acqua, e versare il Philadelphia freddo di frigo in una ciotola.
Sbatterlo per un minuto con le fruste elettriche, o nella planetaria, e poi aggiungere, sempre battendo, il latte condensato a poco a poco. Io l'ho versato a filo per non fare smontare il composto.
Scaldare a bagnomaria il succo di limone, e scioglierci la gelatina scolata e strizzata. Io per fare prima ho tenuto il pentolino leggermente alzato sulla fiamma bassa e non c'è stato bisogno di bagnomaria. Come raccomandato, il composto deve solo intiepidirsi, la gelatina scioglie subito. Lasciare riposare qualche minuto ed incorporare al limone e gelatina un paio di cucchiai del composto di Philadelphia (serve a far si che la gelatina non faccia poi i grumi una volta unita al resto). Mi raccomando, questo passaggio è cruciale, vedrete che non ci sarà nessun grumo, garantito!
Unire quindi i due composti, girando bene. Versare il tutto sulla base di biscotti e lasciare qualche ora in frigo, meglio tutta la notte.
Al momento di servire, decorare a piacere con lamponi, fragole o altra frutta. Per me, fragole forever!
Per il coulis: frullare la frutta con succo di limone e poco zucchero a velo, a seconda dei gusti personali.

Ecco la foto della torta, prima e dopo il taglio. Un'unica candelina, nonostante le richieste della Furbissima di metterne una per ogni anno compiuto.. eh ma non si può!



Questa è la versione preparata con Philadelphia classico, e la base con i veri biscotti Digestive, per una bellissima giornata mare+cena con gli amici. Sempre buonissima!



lunedì 22 aprile 2013

Tiramisù alle fragole

Questo è il dolce che ho preparato ieri per il compleanno di mio cognato, ovvero lo zio Mau. Il signore in questione è sì goloso, però non tanto di torte tradizionali (infatti l'anno scorso ho preparato una torta farcita con la marmellata di chinotto.... i gusti sono gusti!): ad esempio, una delle sue passioni è il budino. Allora ho pensato ad un dolce morbido ma un po' diverso dal solito. La Benedetta (Parodi) mi è venuta in aiuto con il suo tiramisù alle fragole, ricetta che si trova nel volume "Benvenuti nella mia cucina".

Inutile dire che è facilissimo da fare e non serve neanche la bilancia! E poi le fragole sono ormai di stagione, quindi è una preparazione perfetta per questo periodo dell'anno, e ovviamente fino alla fine dell'estate.

Ingredienti:
1/2 kg di fragole (2 confezioni da 250gr)
4 cucchiai di zucchero
2 tuorli di uova grandi
250 gr di mascarpone
200 ml di panna da montare (anche 250 vanno bene)
2 cucchiai di cocco essiccato
4 pacchetti di Pavesini
latte q.b.

Come vedete le dosi sono perfette, davvero non bisogna pesare nulla perchè trovate gli ingredienti già porzionati (a parte i cucchiai ovviamente :). E poi è veloce da preparare, insomma, qui si può davvero dire: "massima resa minimo sforzo"!

Preparazione:
Pulire le fragole e tagliarle a pezzettini piccoli. Io le lascio sgocciolare su carta da cucina, così restano asciutte e non bagnano la crema.


Preparare la crema: mescolare insieme i tuorli d'uovo e lo zucchero e, quando sono ben amalgamati, aggiungere il mascarpone. Continuare a sbattere ad alta velocità per almeno 5 minuti per ottenere una bella crema soffice:


Montare la panna separatamente ed unirla alla crema: usare la spatola e mescolare con delicatezza dal basso verso l'alto per non smontare la panna.


Ora si può iniziare a comporre il tiramisù! Disporre davanti a voi tutto quello che vi serve: crema, fragole, Pavesini, ciotola con latte, cocco, teglia. Io ho usato una pirofila 28x18.



Fare uno strato sottile di crema sul fondo della pirofila e disporvi i Pavesini uno alla volta, dopo averli velocemente inzuppati nel latte, e intendo proprio appena immersi e via. Continuare con uno strato di crema, fragole, e un cucchiaio di cocco. Ricominciare con la seconda fila di Pavesini (in tutto, io ne uso circa 3 pacchetti e mezzo), ultimo strato di crema, le fragole rimanenti e una spolverizzata con il secondo cucchiaio di cocco.



Lasciare in frigo per almeno 2 ore, così il tiramisù ha tempo per rassodarsi. Il cocco è una mia aggiunta personale, ho pensato che ci stesse bene. E infatti... piatti puliti e bis!




domenica 20 gennaio 2013

Apple Pie

Dato il clima decisamente rigido di questo periodo, volevo cimentarmi in una torta profumata, da mangiare tiepida, con frutta invernale, che delizi il palato sciogliendosi in bocca... e così la mia scelta è caduta su un classicissimo anglosassone, l'unica insuperabile APPLE PIE!! In vita mia ho preparato moltissime torte di mele, ma mai questa, quindi era ora di rimediare. Tra l'altro, è uno dei pochi dolci made in UK che mi piacciano davvero... già, nonostante la mia anglofilia, ce ne sono molti che proprio non mi vanno giù: gli scones per esempio, talmente pesanti che sembra di buttare giù un sasso, o la zuppa inglese ovvero lo sherry trifle, per me che non sopporto i dolci inzuppati e liquorosi è una tortura. 

Pensate che le prime ricette di apple pie risalgono addirittura ai tempi di Chaucer, e parliamo della fine del 1300: su Wikipedia si trova davvero di tutto, ecco il link (in inglese).

Per fortuna adoro le mele, anzi, la mia varietà preferita è la Granny Smith, croccante e acidula. Fortunatamente è proprio quella che serve per l'apple pie: gli inglesi le chiamano cooking apples (varietà di mele adatte ad essere cucinate) e ce ne sono altri tipi come la Bramley, Empire, ecc. 

Vediamo come procedere: ho setacciato il web in lungo e in largo per trovare una ricetta che fosse davvero dell'apple pie, alla fine ho optato per mixare la ricetta della mitica Martha Stewart e quella della sempre affidabile Arabafelice. La condizione essenziale per l'impasto è l'assenza di uova, e l'utilizzo di burro freddo. Per il ripieno, usare appunto le cooking apples. L'aggiunta di cannella e limone non è prevista da tutte le ricette, ma dà sicuramente un tocco in più!

Ingredienti per una teglia da 24 cm

Per la pasta (pie dough)
320 g di farina
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di zucchero
220 g di burro
60 ml di acqua ghiacciata (indicativi)


Per il ripieno
4 mele grosse - circa 1 kg (Granny Smith come uso io, oppure Gala, Empire...)
120 g di zucchero semolato
30 g di amido di mais o fecola di patate
30 ml succo di limone
scorza grattugiata di un limone non trattato
1 pizzico di sale
da 1 pizzico ad 1 cucchiaino di cannella, secondo il vostro gusto

Procedimento per la pasta: mischiare insieme farina, sale e zucchero. Aggiungere il burro freddo a pezzetti piccoli e, a mano oppure nell'impastatrice con frusta a foglia, mescolare fino a quando si arriva ad un composto "bricioloso". Aggiungere quindi l'acqua poco per volta e fermarsi appena la pasta si compatta (non è detto che l'acqua serva tutta).
Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciare in frigo per almeno un'ora, meglio ancora una notte. La pasta può comunque stare in frigo fino a 3 giorni.

Procedimento per la torta: tagliare in due la pasta e stenderne metà ad uno spessore di 5mm circa (io mi aiuto con gli anelli sul matterello) su carta da forno. Trasferire in una teglia da 24 cm, portando la pasta fino al bordo, e mettere in frigo. Accendere il forno a 200°.

Ora pensiamo al ripieno: sbucciare le mele e tagliarle a fettine non troppo sottili. Metterle in un recipiente abbastanza grande da contenerle tutte e bagnarle con il succo di limone, quindi aggiungere zucchero, amido o fecola, scorza di limone, sale e cannella. Mescolare bene tutto, vedrete che le mele saranno avvolte da una sorta di sciroppo.

Riprendere la teglia dal frigo e versarci dentro le mele con tutto lo sciroppo. Stendere la pasta rimanente sempre allo spessore di 5mm e srotolarla sopra la teglia. Ripiegare la pasta e chiudere BENE i bordi, pizzicando con le dita infarinate.
Fare quattro/cinque tagli a partire dal centro per far uscire il vapore durante la cottura; se vi avanza della pasta, usatela per fare qualche decorazione. Spennellare la torta con poco latte.



Infornare e cuocere per circa 1 ora e un quarto, fino a quando la superficie sarà dorata e vedrete, attraverso i tagli, che il succo delle mele sobbollirà. Far raffreddare per almeno un'ora prima di servire. Sentirete che bontà... la pasta friabile, burrosa ma non stucchevole, il ripieno morbido e profumato di cannella, una delizia!




E per concludere in bellezza il tema, vi lascio con un piccolo assaggio (è il caso di dirlo) di un film stupendo, un capolavoro di sceneggiatura: "Harry ti presento Sally". Guardate un po' come Sally ordina la torta di mele... (in lingua originale, si tratta di apple pie à la mode, ovvero con una pallina di gelato). E se non l'avete ancora visto tutto, rimediate subito!



Con questa ricetta partecipo al contest English recipes de "Il ricettario di Cinzia" in collaborazione con Salter